Era il tempo in cui gli Spartani avevano intrapreso la guerra contro Tegea e per un volere della dea Athena, furono più volte sconfitti pesantemente a causa di non avere saputo interpretare l’oracolo suffragato dalla stessa dea e pronunziato dal sacerdote di Artemide. L’oracolo diceva di portare in Tegea il corpo d’Oreste e dopo, gli Spartani avrebbero avuto la vittoria sui Tageati

                                     

 

I SCENA

 

Nel Tempio di Artemide, Sparta

 

Oracolo:

“In Arcadia giace Tegea,

in un gretto loco soffian due venti.

Nel tocco e rintocco modellano il ferro 

Dal quel luogo portate qui le ossa d’Oreste” .

           

Lichas: 

Questo è l’oracolo che desta il mio cuore

di intraprender il cammino

per placar della dea il suo rancore.

 

Sacerdote:

Sono anni che Athena mantiene indefesso

il cruccio contro Oreste

per il matricidio commesso.

 

Molte sono state le volte

che avete tentato d’espugnare Tegea,

e molte sono stati l’armi travolte.

 

Lichas  

Placare bisogna della dea, la pena,

con sacrifici e con doni, mentre

sarò in viaggio per slegare ciò ch’incatena.

 

Dov’è il corpo d’Oreste sepolto

 e come posso conoscere il luogo

senza destare sospetto?

 

Sacerdote:

Non posso dir più di quello già detto,

vincolo fu posto alla mia favella

dopo che offri sacrifici e la dea ebbe diletto.

 

Ma dir ti posso, che il corpo d’Oreste,

s’è allungato di sette cubiti

dallo stato in cui fu posto dopo la morte.

           

Lichas:

Sono ancor, così misteriose queste parole,

che il desiderio m’invade

e il cuor mi duole.

 

L’oracolo parla al mio cuore,

mi dice d’andare in Tegea a prender

il corpo chi vendicò con tanto fervore.

 

Attraverserò i confini di Sparta

e andrò con scudo e con spada

ad errar in terra che non m’è grata.

 

Chiederò ad ogni viandante

se ha conosciuto le gesta d’Oreste

e se della sua morte n’è conoscente.

 

Così ho deciso, di partire da Sparta,

e deporre le sue spoglie ai piedi d’Artemide

per quella pace ed amor che ci porta.

 

Sacerdote:    

Parti, o Lichas, in te abbiam posta speranza.

Noi Laconi, riventicar vogliamo la nostra terra

per aver sicurtà, imperio e forza.

 

Noi con orazioni e sacrifici

chiederemo alla dea che ti assista

contro le insidie di tutti i nemici.

 

E nell’aprirci di Oreste la strada,

ci difenda dagl’impervi sentieri

senza farci usare la spada.

 

Continua……………..