I primi studi sulla percezione si sono basati sul tentativo di distinguere gli aspetti innati da quelli conosciuti. Ricerche successive, condotte su neonati e su cuccioli di animali, dimostrarono che i meccanismi percettivi, come per esempio la percezione della profondità, sono in gran parte innati. Tali esperimenti, sono volti ad accreditare la componente innata di molte abilità umane, diedero impulso ad un approfondimento da parte degli studiosi del rapporto tra comportamento percettivo innato e appreso, e della loro interazione. Gli studi più recenti hanno ripreso la teoria classica e considerano la percezione come l'abilità di organizzare totalmente l'esperienza per mezzo di meccanismi innati, antecedenti all'apprendimento di cui costituiscono il presupposto. Si concorda sul fatto che la maggior parte degli stimoli grezzi, non organizzati, derivanti dalla vista, dall'udito e dagli altri sensi, vengano "corretti" simultaneamente e automaticamente dal cervello in "precetti" (o esperienze utilizzabili). Ad esempio, manteniamo costante l'immagine di un'automobile che passa per strada, in termini di proporzioni e di forma, anche se le singole immagini proiettate in ogni istante sulla nostra retina cambiano in maniera considerevole in formato più piccolo, in funzione alla distanza dall'occhio: è come se il nostro cervello "compensasse" per mezzo delle esperienze precedenti la discontinuità sensoriale che si viene a creare, permettendoci così di mantenere una coerenza percettiva rispetto all'ambiente che alla stesa distanza in cui si trova la macchina, anche l’intorno viene rimpicciolito, dando una immagine completa e proporzionata al cervello che altrimenti se fosse diversamente, verrebbe percepito come un caos di immagini sproporzionati.  Nonostante l'importanza che la percezione riveste per l'essere umano, i suoi processi sono tuttora in larga parte sconosciuti, a causa dell'impossibilità di ridurre il fenomeno a unità analizzabili e misurabili, e della difficoltà di riprodurre i dati ottenuti, che si basano in gran parte su resoconti soggettivi. Riportando questo meccanismo visivo all’esperienza dell’occhio al momento in cui guarda l’universo, la percezione che avvertiamo è di una grande immensità indefinita che in certi, suscita un senso di leggera vertigine, il buio accentua questa sensazione e ci fa focalizzare i punti luminosi, come se fossero a breve distanza. Tutto ha che fare con la percezione, per cui non riusciamo a definire ne distanze, ne grandezza, ne profondità, e come se la nostra capacità di percezione si azzera ed il nostro cervello si fonde nel nulla. La luna, sembra essere a breve distanza, così pure gli astri, ma la reale distanza, quando questa è misurata con mezzi fisici ed unità di misura, essi sono molto lontani, quindi la percezione ci ha ingannati. Ma la percezione del divino come la possiamo esperimentare quando ci accostiamo al desiderio di avere un incontro? Ecco la possibilità di avere una esperienza del genere non dipende dalla esperienza di percezione ma dalla quantità di fede che abbiamo in Dio. E vi sono alcune regole affinché essa viene ad ingrandirsi in noi, e ci permetta di percepire la presenza del divino.  Si tratta, detto da Gesù stesso, che se la nostra fede fosse quanto un seme di senape, potremmo dire al monte spostati ed esso si sposterebbe. Tralasciando il significato allegorico di queste parole, si può affermare che in noi, e nel nostro cervello, esiste una carica di potenza collegata al divino che usandola, con fede, in modo appropriato, ci permette di operare anche contro le leggi fisiche.  Esistono delle percezioni, chiamati “subliminali”, sono delle risposte del sistema nervoso a stimoli non avvertibili coscientemente perché al di sotto della soglia (sub limine) di percezione. Le prime ricerche sulla percezione subliminale si possono far risalire alla seconda metà del XIX secolo. Esse dimostrarono che determinati stimoli, ad esempio scariche elettriche o suoni di entità lieve da non poter essere avvertiti, potevano indurre reazioni nel sistema nervoso autonomo e nel comportamento di un soggetto, senza che questi ne avesse coscienza. Da queste prime ricerche, si ritenne ad esempio che l'inserzione di messaggi pubblicitari durante uno spettacolo cinematografico, di durata istantanea da non poter essere coscientemente percepiti, potesse influenzare le preferenze di uno o di altri acquisti. Questa supposta possibilità di “persuasione occulta” provocò un forte allarme nell'opinione pubblica, in particolare negli Stati Uniti, alla fine degli anni Cinquanta. Gli studi più recenti hanno dimostrato che l'effetto dei messaggi subliminali sui comportamenti degli individui non è poi così rilevante, sono state svolte inoltre ricerche sulla possibilità di utilizzare la percezione subliminale per fini terapeutici. Ad esempio, sono stati somministrati messaggi subliminali avversi all'uso degli alcolici a gruppi di alcolisti; i risultati hanno dimostrato una reale possibilità di ricezione di tali stimoli, ma l'effetto terapeutico sul comportamento patologico sembra estinguersi dopo un breve periodo. Allo stesso modo al fenomeno visivo può essere invaso quello auditivo, e su questo campo vi sono parecchi esempi che ci potrebbero dare convinzione di quanto potrebbe essere percettibile il nostro subconscio sottoposto alla pressione di un istantaneo suono, percepito a malapena dal nostro orecchio. Tutti ormai sanno che in certi dischi musicali facendoli girare al contrario nascondono dei messaggi auditivi di occulto significato ed esercitano un considerevole effetto a  chi ascolta la musica dal lato giusto, inconsapevolmente si è vittima di un messaggio che convince o che compie in noi un “brain wash” senza che viene percepito alcuno suono strano. Ancora si è di fronte ad una facoltà, in questo modo inversa di quella positiva, per la quale la mente dell’uomo viene manipolata secondo i desideri di altre persone. Ed allargando la visione, in un più grande orizzonte, veniamo a concepire il fatto che nel viaggio che facciamo intorno all’universo, possono senza dubbio, esserci dei suoni che vanno fuori dalla nostra percettibilità, come dire onde di diversa frequenza che potrebbero deviare la nostra mente in bene ed in male, senza che sia avvertito nessun suono o sospettoso comportamento in ogn’uno di noi. Ma allora tocchiamo la dimensione del regno dell’occulto, ove viene vissuto dagli spiriti, ma è meglio dire il regno divino degli angeli, che si dividono in buoni e cattivi e che operano nel nostro mondo e vicino a noi. Qualcuno, immedesimandosi ad una ferrea volontà di fede, riesce a percepire la loro presenza, ed anche in estreme situazioni di pericolo alcuni anno avvertito che gli angeli li hanno salvati. Ma è certamente Dio che opera e comanda gli angeli affinché salvano le creature in quelle circostanze, ma non sempre, ecco come l’uomo ha il libro arbitrio, Dio ha libera la sua volontà di aiutare chi vuole. In questa relazione tra il divino e l’umano, vi è un baratro di distanza e di facoltà e di potenza, che l’uomo in qualsiasi circostanza di intelligenza, anche superiore, non arriva a comprendere il meccanismo divino.  E come sentire il disco dal lato giusto e non si riesce a sentire il dietro scena che trasmette, ma in questo caso è l’uomo che dovrebbe retrocedere alla sensibilità dell’animo e immedesimarsi a sentire la voce del divino, e solo quando egli è purificato, il divino si manifesta, e non prima, quando l’uomo vuole. Il modo ed il tempo è scelto da Dio, e che non ci facciamo delle vane illusioni che ci fanno affermare che Dio non si è manifestato, perché dipenda da  noi, e per potersi avvicinare a Dio non è cosa semplice, perché Egli è Santo e noi siamo impuri, quindi è necessario un lungo processo di trasformazione e di purificazione e non solo, ma dopo dobbiamo attendere ed attendere forse fino alla fine dei nostri giorni, allora si che avremmo la percezione di sentire la voce di Dio, ma fare tutto questo è oltremodo impossibile perché siamo lontani dai suoi giorni nei quali Egli parlava, e l’animo nostro è troppo corrotto, e richiederebbe molto ma molto tempo di santità che oggigiorno è quasi impossibile ottenerla, ecco perché Dio non parla e non si fa sentire.

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