Genesi cap.11Leggendo questo capitolo della Bibbia, ci riferisce che il peccato d’orgoglio commesso dal quel popolo che si accinse a costruire la torre, provocò un divisione nell’umanità che dura fino ad i nostri giorni, ed oltre la divisione provocò l’incomprensione della lingua fra tutti i popoli della terra. I fatti che successero in quel luogo ove doveva sorgere la torre, quanto mai strani e poco chiari, non ci permettono, di conoscere effettivamente la vera ragione, per la quale il Signore decise di attuare quella rigorosa decisione di disperderli e cambiar loro la lingua. Questo popolo commise un peccato d’orgoglio che si potrebbe paragonare come gravità a quello fatto dal primo uomo Adamo, e se fosse così, non si spiegherebbe perché il Signore per la seconda volta si accingesse a punire l’uomo con tale severa punizione. Si noti che non è la punizione data ad un uomo, in questo caso il re di Sennaar, che osò sfidare il cielo, ma si tratta di una condanna generale per l’umanità, quella della dispersione di quel popolo, che stando a tutte le diverse lingue che vi sono, quel popolo diviso nella lingua, contaminò tutta la terra. Quanto detto sopra in riguardo all’orgoglio, sarebbe anche nostra convinzione di pensare la stessa cosa, se riteniamo che quel popolo s’inorgoglì verso Dio e volle, dargli risposta, costruendo una torre che toccasse il cielo. Ma fu veramente così? Chiediamo invece al Signore, che ci aiuti ad interpretare questo passo che suscita in noi curiosità e mistero. La prima cosa da fare è di andare a leggere cosa dice il Signore al verso 6 ” Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola: questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano l’uno la favella dell’altro.” A quanto si possa capire, questo è un discorso nel quale non vi è rimprovero né collera da parte di Dio contro quel popolo. Il motivo perché alla costruzione della torre, il Signore sarebbe dovuto intervenire per impedire quel progetto, che a loro era possibile farlo, non è chiaro, anzi ci sembra invece che l’intervento del Signore abbia avuto uno scopo ben diverso, quando leggiamo “non sarà loro possibile”. Non considerando, per un attimo il motivo dell’orgoglio, perché crediamo, come abbiamo detto sopra, che nella frase del Signore non vi era alcuna collera ne risentimento per una loro mancanza, i motivi allora, dovremmo cercarli e sicuramente si trovano in quel popolo che emigrò dal suo luogo e si spostò nella pianura di Sennaar. Certo non è plausibile pensare che quel popolo si stanziò in quella pianura solo per costruire una torre e sfidare Dio, perché non vi sarebbe nessuna logica di rivendicazione dato che stavano bene nel loro paese, è nessun risentimento vi è nei versi antecedenti, che loro mostrassero rancore contro Dio, per cui i motivi devono sicuramente essere stati altri. Quelli per esempio di costruire una città, come è scritto al verso 4, che dice:” Venite costruiamo una città e una torre che tocchi il cielo” Come comprendiamo, la prima cosa che avevano in mente di fare, era quella di costruire una città, la qual a sua volta avrebbe avuto, come simbolo di grandezza la torre, che toccasse il cielo, per dare l’emblema alla metropoli che avevano in mente di fare. Gli uomini emigrarono dall’oriente e si stanziarono in quella pianura, non per fare un dispetto a Dio, perché questo non è riportato nelle Scritture, tranne quando dicono di costruire una torre che tocchi il cielo. Allora due sono le ipotesi, o essi sono emigrati per cercare una terra più fertile o per costruire una città e poi una torre ed offendere Dio. Se consideriamo che già vivevano nella terra fertile della Palestina, il motivo di trovare una terra migliore è da scartarlo, perché la cosa strana ed importante non era quella di coltivare la terra, ma come quel popolo disse:” Facciamo dei mattoni e cuciniamoli al fuoco”. Questa era la vera ragione. Questo discorso dei mattoni poteva essere anche non menzionato, e dire solo costruiamo una torre che arrivi in cielo, ma esso è quanto mai importante, poiché vuole mandarci un messaggio che loro avevano scoperto il modo per costruire i mattoni cotti, che fino a quei tempi erano sconosciuti. Ecco che la nuova tecnologia di costruire mattoni e cucinarli, ci comunica la loro scoperta singolare che era sconosciuta dagli altri popoli. Fu, come se vi fosse stata la scoperta del cemento armato nei nostri giorni. Pensate che oggi, quando si costruisce una casa con mattoni cotti, essa è considerata solida, perché resiste nel tempo. Quindi il progetto che avevano di instaurare una nuova tecnica per costruire una città si distaccava completamente dall’orgoglio per offendere Dio, ma si trattò certo di uno sviluppo del progresso edilizio, il quale secondo quanto s’intende, esso era prematuro per quei tempi, perché avrebbe portato una gran massa di gente in un piccolo spazio. Un esempio di quanto stiamo affermando lo abbiamo nei versi della Genesi cap.36:7, che dice “Infatti i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero abitare insieme ed il territorio dove loro soggiornavano non poteva sostenerli per causa del loro bestiame.” Tornando adesso al verso 3 del cap.6, il Signore ci informa che questo popolo, avendo scoperto il modo moderno di costruire i mattoni, cercavano appunto una pianura per poter costruire una città per essere ben visibile a distanza e che avesse una meraviglia da sbalordire i popoli vicini, e tanto era il loro ardire che per far vedere che la resistenza di quei mattoni era eccezionale, volevano proprio costruire una torre che toccasse il cielo, come dire che quei mattoni avrebbero avuto la resistenza di sostenere il peso di una alta torre che arrivasse in cielo. La stessa cosa, oggi, negli Stati Uniti e nel mondo, si costruiscono grattacieli, e questa parola “grattacieli” deriva proprio dalla torre di Babele, che grattano i cieli, cioè che toccano il cielo. Come sappiamo il Signore non ha dato agli americani alcun segno di malcontento o collera per l’orgoglio dell’uomo, se orgoglio si voglia chiamare, come si vuol far intendere leggendo il capitolo della torre di Babele. Allora quale potrebbe essere stata la vera ragione che il Signore diede loro una diversa favella e li disperse? Al verso 6 come abbiamo detto, il Signore disse, che essi hanno una sola lingua e che quello era l’inizio della loro opera. Ecco questi sono i due motivi per i quali il Signore era contrario, ma non vi è nessun riferimento per la torre, ne Egli mostra fastidio perché fu detto che quella avrebbe toccato il cielo. Iniziamo, quindi, col considerare le parole dette da Dio, “ Inizio della loro opera”, poiché essi sono importanti. Come abbiamo letto si voleva costruire una città, ma sembra, considerando il verso7 del cap.36 che il progetto di tale opera sarebbe stato troppo prematuro per quel tempo. Infatti, Babilonia non era ancora stata costruita. Essa fu fondata nel 2000 a.C. circa, e questo popolo si trovava a circa 2230 a.C. Vuol dire che dopo 230 anni dalla tecnologia dei mattoni cotti della torre di Babele, in cui fu disperso il popolo, un gruppo, stanziatosi poco distante del luogo della torre, costruì con quella tecnologia, Babilonia. Infatti nelle rovine di Babilonia, i muri sono fatti di mattoni cotti e gli archeologi dicono che essa ospitava un milione di abitanti. Si capisce, quindi, che proprio questo desideravano fare gli uomini della torre di Babele, costruire una Babilonia nella pianura di Sennaar. Essi volendo costruire una grande città di dimensioni simili. Ma i tempi, ritenuti dal Signore, non erano maturi, perché la tecnologia di impianti di acqua e di fognatura non erano sufficienti tecnici ad offrire ad un milione di abitanti servizi appropriati, e per questa ragione sicuramente si sarebbe contratta un’epidemia, tranne che il Signore li avrebbe dovuti salvare ogni qualvolta che ciò fosse accaduto, ma questo sarebbe stato di ostacolo alla libertà dell’uomo che Dio gli aveva concesso, sebbene l’aiuto divino possa essere visto in chiave di aiuto. La seconda ragione fu di non fare crescere una così numerosa popolazione in una sola parte della terra, ma che l’umanità si sarebbe dovuta disseminare uniformemente su tutto il pianeta, secondo quando disse il Signore:” Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra.” Poiché essendo la terra tutta popolata poteva altresì primeggiare l’uomo nei confronti della potestà di satana. Dio non avrebbe permesso di popolare solo una parte delle terra, perché si sarebbero formati degli scompensi di vivibilità per i principi detti nel cap.36:7 della Genesi. Sarebbe stato come un’enorme cellula che avrebbe avuta una crescita molto ridotta rispetto a quelle che potevano avere molte cellule distribuite uniformemente. Per questo il Signore avrebbe avuto l’interesse che la popolazione si fosse allargata velocemente nel mondo. Per accelerare il compiersi dei tempi e mandare presto il Signor Gesù per la salvezza del mondo. Quindi l’impedimento della costruzione della torre, con la conseguente dispersione del popolo e delle lingue, fu un intervento positivo di Dio per la difesa e la veloce distribuzione dell’uomo sulla terra e non per contrastarlo e punirlo della offesa ricevuta d’orgoglio. Così non vi è stato nessuno che ha tirato una freccia contro il cielo per sfidare Dio, come si vuol far credere, ma è stato Dio a scendere ad aiutare l’uomo a disperdersi sulla faccia della terra. Così, Dio interviene avvolte per stabilizzare la crescita e la posizione dell’uomo di fronte agli ostacoli del tempo e del nemico, senza che lui se ne renda conto. Il popolo della torre, voleva accentuare questo passo di conquista troppo presto, e ne fu fermato perché il suo progetto non avrebbe favorito la crescita uniforme del pianeta. L’ultima domanda. Ammettendo che ciò che è stato detto sembra essere la verità, perché cambiò loro la favella? La cambiò per far sì che il popolo, parlando lingua diversa, non si unisse di nuovo, perché, come abbiamo spiegato, sarebbe stato contro produttivo formare una grande cellula. Un giorno si parlerà una sola lingua, non sappiamo quale, ma certo quella che vuole il Signore, perché il mondo già è popolato come Lui desidera. |

