Rettangolo con angoli arrotondati: UN PAESE CHE SOFFRE

 

 

              Genesi 1:28 E DIO li benedisse e DIO disse loro Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela. Non fu poca cosa che Dio ordinò di essere fruttiferi e di riempire la terra. Da ciò si deduce che gli abitanti di questo mondo si devono espandere e non concentrarsi in un solo luogo. Tuttavia, questa raccomandazione non sembra essere stata accolta, fin dal principio. La tendenza di raggrupparsi, per lo scopo di aiutarsi l’un l’altro, fu così dominante, che gli uomini decisero di collocarsi tutti in un luogo per dare conferma della loro scelta, ritenuta essere più logica e più necessaria. Per raggiungere tale scopo, dopo avere delineato la città, costruirono una grande torre, considerando quel luogo il più importante del mondo. Questa decisione di agglomerarsi, non passò inosservata a Dio, che vedendo il pericolo in cui stavano andando in contro, intervenne.

 

Gensi11:6 E l'Eterno disse: Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti la medesima lingua e questo è quanto essi hanno cominciato a fare, ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. Esaminiamo questi versi e traiamone il significato. Essi sono un popolo solo, si riferisce che era un solo popolo raccolto, parlante una singola lingua. Nulla impedirà loro di fare ciò che hanno deciso. Vale a dire che la decisione di quel popolo di conglomerarsi in una grande cellula fu deciso contro l’indicazione di Dio. Questo avrebbe portato un danno al popolo e di conseguenza l’avvento di una possibile epidemia, non essendoci i mezzi igienici adeguati alla sostenibilità di una città popolosa. Infatti, solo tre cento anni dopo sorse Babilonia con un milione di abitanti, poiché fu organizzata con mezzi igienici adeguati a tale numero. 

 

Per questo motivo e non altro Dio decise di immettere diverse lingue e costringerli a disperdersi nel mondo.  Genesi 11:7 Orsù, scendiamo laggiù e confondiamo la loro lingua, affinché l'uno non comprenda più il parlare dell'altro. Genesi 11:8 Così l'Eterno li disperse di là sulla faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di costruire la città. Cessarono di costruire la città, questa fu la ragione e non altro. Tuttavia, l’uomo pur disperso nella terra, col tempo, ha costruito città di milioni di abitanti, creando condizioni difficili di vivibilità, sebbene le necessità fossero a portata di mano. L’umanità, così, fu divisa in lingue e si suppone, anche in razze, come Dio comanda. Non si capisce, comunque, come un popolo, pur parlando lingua e avente razza diversa cerca di amalgamarsi con un altro di diversa origine, dichiararsi cittadino del mondo.

 

Certo la libera circolazione c’è sempre stata, poiché lo straniero è sempre esistito e le eccezioni ci sono, ma non da far nascere confusione e morte. Può certamente unirsi un popolo ad un altro con relazioni di amicizia, ma che si resti nel proprio ambito di nazione, avendo dato Dio una nazione a ciascuno. Questo sistema rispetterebbe la volontà di Dio, essendo che alla venuta di Gesù, ogni re e nazione deve piegarsi a Lui. L’esperienza biblica ci dice che non possono coabitare due popoli insieme, come per esempio i samaritani con gli israeliti o i cananei o i Filistei ecc. In effetti, già la stessa famiglia, oggi, ha problemi di coabitazione, come si può pensare che ciò possa valere con diversi popoli?

 

A conferma di quanto detto, si richiamano i versi di Isaia 1:7 Il vostro paese è desolato, le vostre città sono consumate dal fuoco, i vostri campi li divorano degli stranieri, sotto i vostri occhi; tutto è devastato, come per un sovvertimento di barbari. È chiaro che il sentimento altruistico e collaborativo, se ha valore umanitario, l’esagerazione porta a un detrimento del proprio diritto di vivere in sicurtà, sistema prescritto da Dio.

Pace e fede nel Signore