NON ISCRIVERE IL SUO NOME

 

        Vi fu un uomo in Palestina verso il 400 d.C. che ebbe in dono oltre alla ricchezza, un cuore caritatevole. Egli aveva molti amici e la sua casa era sempre aperta per coloro che avevano bisogno consigli e favori finanziari. Questo buon uomo era sempre pronto a prestare il suo denaro senza pretendere interessi, anzi spesso lo prestava a fondo perduto. Così avvenne che i sui debitori furono numerosi.

Un giorno egli era prossimo alla morte e un pensiero gli fu confortante, che era stato caritatevole verso molti e che il Signore lo avrebbe sicuramente benedetto.  Ma quando venne l’ora, di tutti quei debitori, nessuno ebbe il tempo di andarlo a trovare ne di dargli onore. Fu poi sepolto nella terra. Avvenne che quando il custode del cimitero stava scrivendo il suo nome sulla croce, si trovò a passare uno dei suoi debitori che ironicamente gli disse: "Non iscrivere il suo nome perché ogni qual volta che passeremo di qua si saprà chi ci ha prestato il denaro".

Il custode rispose: "lo scrivo il suo nome perché sia riconosciuto fra gli uomini chi ha fatto del bene". Quell’uomo rimase silenzioso e si pentì di quello che aveva detto.

Allo stesso modo fu scritto sulla croce il nome di Gesù, deridendolo della sua presunzione di essere il "Il RE dei Giudei".

 

NON E’ PIU’ CROCE

In una contrada nelle terre della Siria viveva un uomo molto ricco, proprietario di immensi terreni coltivati di varie colture. Ogni anno riceveva le primizie del frutto della terra dai suoi lavoratori e con essi faceva banchetti invitando anche i suoi amici e tutti i poveri del suo paese a mangiare con lui. Ma a causa che vi fu un periodo di siccità, il terreno si impestò di animaletti che gli corrosero tutte le radici delle piante e di conseguenza dovette abbandonare tutti i beni e la sua casa. Trasferitosi verso il Libano, dopo un lungo cercare, trovò lavoro come tagliaboschi su una collina vicino al paese. E fu lì che un giorno mentre si apprestava ad abbattere un albero, alzò gli occhi verso la cima e vide che esso era gigantesco quasi sembrava che toccasse il cielo, e stranamente i suoi rami si dipartivano ai lati del suo  troco, come una croce. Subito una luce si irradiò tutto intorno all'albero e poi una voce si sentì dire: "Non è più croce ma sarà vittoria". Egli cadde sopra le sue ginocchia e ringraziò il Signore. Egli ricevette tanta grazia e Dio lo protesse ad erigere una grande chiesa. Fu lì che egli predicò la Parola del Signore e in quel ricco paese godette di grande fama e benevolenza. Il Signore fu con lui per tutto il resto della sua vita.

Tutti noi portiamo una croce, il Signore a suo compiacimento può anche togliercela e spesso è così per coloro che sono sensibili alla Sua voce. Quando meno ce la spettiamo avviene un cambiamento nella nostra vita e molta benedizione entra nella nostra casa. Ma quelli che si ostinano a volere guidare la propria vita a modo loro, porteranno il peso della croce fino alla fine.

 

LE DUE VIE

Un uomo che conosceva le vie del Signore, per motivi di esigenza di lavoro si allontanò dal frequentare la chiesa e poi pian piano anche dal professare la fede. Un giorno, mentre si trovava ad attraversare dei luoghi impervi tra il deserto e le montagne per andare a trovare una tribù di nomadi, stanco si addormentò per la via. Nel sogno si trovò ad un certo punto davanti ad una via che si biforcava e preso dalla curiosità lesse le due insegne che stavano alla sinistra e alla destra del bivio. Nella prima insegna lesse:" Via della Vanità" e nell'altra: " Via del piacere". Confuso, stette per un po' a riflettere. Dopo come se ebbe illuminata la mente, capì che quello che doveva fare e svegliatosi disse:" Non andrò ne a destra ne a sinistra ma andrò diritto e con l'aiuto del Signore salirò il monte e quando avrò raggiunto la sommità, chiederò perdono al Signore e seguirò le Sue vie. Così prese la via e arrivò presto a destinazione. Al ritorno prese a via del deserto e Dio lo protesse in ogni cosa. Così un'altra pecorella tornò all'ovile e satana ghignò i denti. Anche noi possiamo far ghignare i denti al nemico quando ai desideri della carne opponiamo la nostra fede in Cristo Gesù. E pestiamo satana.

Quando Gesù camminò nel deserto e vinse le lusinghe del nemico, nel camminare nel deserto pestava la faccia di satana, che stava sotto i suoi piedi.