IL QUADRO MALETDETTO

 

Una coppia di giovani sposi, di modeste possibilità economiche abitava nella periferia della loro città, vicino ai loro genitori. Il marito faceva saltuariamente il muratore e non di rado avevano bisogno del loro aiuto. Fu in quel periodo che essendo la moglie in stato di gravidanza, cercavano di abbellire la stanzetta per ospitare la nascita del primo figlio. Così arrivato il giorno del lieto evento, dal quale nacque una bambina che fu accolta con tanto amore e la accudivano dandole una completa nutrizione, grazie anche alla collaborazione dei vicini di casa.

Avvenne che un giorno di estate, marito e moglie andarono al mercato per comprare un quadro per adornare la stanzetta della bambina, di nome Mirian. Mentre che giravano tra un posto all’altro, nelle bancarelle videro un bel quadro di piccole dimensioni che raffigurava una bella bimba sotto un albero con lo sfondo di cielo azzurro e una piccola casetta accanto. Alla moglie piacque molto e decisero di comprarlo. Non appena arrivati a casa, lo appesero alla parete della stanzetta e rimase lì con la allegrezza che un giorno avrebbero detto alla figlia che quel dono era stato comprato per lei. Dopo circa un anno, la bambina, liberatosi del girello cominciò a camminare con fatica. Tempo dopo, una mattina, non si sentì di alzarsi dal letto e sebbene la mamma l’avesse invitata più volte a fare la colazione, lei non ne voleva sapere. Andata da lei per sollecitarla si accorse che, la bambina scesa dal letto non riusciva a camminare correttamente, i suoi piedini restavano penzoloni non poggiavano più i talloni.  Figuratevi l’angoscia dei genitori, furono disperati che andarono dal dottore per curarla, ma la risposta fu negativa. In poco tempo la vita dei giovani sposini cambiò, divenne malinconica e disperata, ma non si stancarono, però, di cercare qualcuno che li potesse aiutare. Per caso conobbero una famiglia che si offrì di aiutarli poiché conoscevano che negli Stati Uniti un caso simile fu curato definitivamente. Si pregò anche il Signore con comunità religiose e si fecero delle collette. Passarono mesi, quando un giorno un medico italiano che era venuto da un congresso dagli Stati Uniti, dopo essere stato interpellato, disse che l’unica via d’uscita per una pronta guarigione della bimba era di farla operare in quella nazione, che sicuramente sarebbe stata in buone mani.

Si raccolse una cospicua somma di denaro e si fece in modo di mandare la bambina negli Stati Uniti, per essere operata, accompagnata dai suoi genitori. Dopo due mesi, la famiglia ritornò in Italia, e con grande commozione fu accolta nella comunità religiosa, ma quando il marito si presentò alla chiesa per comunicare il risultato dell’operazione, egli nulla potette dire di nuovo, e tutto era come prima. I medici non avevano ritenuto opportuno operarla, egli diceva, perché il risultato non sarebbe stato di notevole apprezzamento, per il quale gli era stato consigliato di aspettare l’età matura, nel frattempo vedere lo sviluppo fisico della bambina. La fede e le preghiere, sembrarono di non avere avuto effetto e che invece la delusione si era accentuata nella loro vita. L’effetto di quella fascicolazione, consisteva in una contrazione involontaria di alcune fibre muscolari la quale non le produceva movimento regolare sui piedi, nonostante la bambina si sforzasse di poggiare i piedi correttemene. Le preghiere si susseguivano con la speranza che Dio, alla fine avrebbe operato. Le visite dei fedeli, erano costanti e stranamente si vedeva che la bimbina non sembrava demoralizzata nel camminare come meglio poteva.

Una sera, insieme con altri della comunità andai a far visita a questa famiglia, e non so per quale istinto, sentii in quella casa un disaggio non indifferente. Sentivo la presenza di forze maldestre, ma non sapevo individuare dove fosse l’origine. Dopo qualche mezz’ora, i miei occhi si posarono sul quel quadro che i genitori avevano comprato al mercato e stranamente intravidi in mezzo a quell’albero come un volto orribile. Fui preso da un brivido di freddo poi di paura e mi sentii minacciato, come se quel volto mi obbligasse di non fare ne dire nulla. Lo vedevo starsene nascosto in mezzo alle fronde dell’albero, come se dominasse tutta la casa. Mi avvicinai con coraggio verso i genitori e dissi loro, dove avevano comprato quel quadro e mi risposero al mercato quando vi andarono, una domenica tempo addietro.

Prontamente dissi loro, che si sarebbero dovuti sbarazzare di quel quadro e possibilmente distruggerlo, ma loro risposero che quel quadro era bello e che piaceva alla bambina e che non si sentivano di farlo. La discussione proseguì fino a quando altri videro la stessa cosa, e tutti furono d’accordo nel consigliare agli sposini la distruzione del quadro perché giudicato essere maledetto. Il marito rimase di stucco e impaurito, lo prese e lo butto nei cassonetti. Dopo disse, io l’ho distrutto perché quando l’ho comprato, mia figlia era perfetta e adesso poiché lei non è perfetta, nemmeno il quadro lo sarà. La serata fu piuttosto agitata e commovente, si fecero delle preghiere e mentre tutto sembrava tranquillo, una serenità spirituale invase i nostri cuori.  Passarono circa sette giorni, quando fummo chiamati dai genitori della bambina, con tanto fervore e gioia indescrivibile, e dicevano: Venite! Mia figlia cammina perfettamente. Tutti con gran gioia siamo andati a casa sua. Ci siamo raccolti attorno alla bambina che ballava e sorrideva, mostrando di essere libera e felice. Miracolo! Tutti gridammo, mentre le preghiere di ringraziamento si moltiplicavano e i sorrisi di gioia divenivano numerosi. I genitori capirono, che quel quadro era veramente maledetto e che lo tenevano in casa senza saperlo. La fede in Dio si accrebbe in loro e furono riconoscenti a Dio fino ad oggi.