COME COMBATTERE LA CRISI

 

         Innanzitutto, la misura del valore del deficit non da al governo una sufficiente informazione su che tipo di politica fiscale deve intervenire per risolvere il disavanzo pubblico. Si può dare il caso, che il governo adotti una politica fiscale restrittiva, ma il disavanzo aumenta lo stesso per altre ragioni; infatti è risaputo che il deficit non è un indice idoneo per indirizzare il governo ad una politica di risanamento.          Per esempio, se il governo lasciasse, tasse e spesa pubblica invariate, una riduzione degli investimenti privati  ridurrebbero il reddito nazionale, ecco che senza che il governo abbia fatto nulla il deficit aumenterebbe. Una osservazione utile sarebbe quella di controllare i tassi reali e l’inflazione. Il deficit annuale più il disavanzo contribuisce ad aumentare il debito pubblico. La soluzione possibile per la nostra situazione, sarebbe: bloccare tutti i contratti di lavoro per 2 anni, tener fermi i salari e fare una politica fiscale restrittiva, tagliare la spesa pubblica dello stesso indice dell’imposte, così si avrebbe un doppio potenziale di introito, controllo e restrizione dei capitali che vanno all’estero, aumentare l’offerta di moneta e diminuire il tasso di interesse.

         Con i prezzi più bassi ottenuti, potremmo esportare di più ed aumentare il reddito nazionale. Nell’arco di 2 anni potremmo, se non vi sono fallimenti causati, avere un miglioramento nella bilancia commerciale ed un possibile reale benessere.

Ma anche rettificherei lo Statuto dei lavoratori dando più libertà al datore di lavoro, con il principio che, se il datore di lavoro può licenziare senza inibizioni, darà lavoro senza inibizione a chiunque, ed il lavoratore troverebbe sempre lavoro perché gli altri darebbero lavoro senza inibizione. Credo che siamo al capo linea per un aggiornamento legislativo per i sindacati.