Rettangolo con angoli arrotondati: COME OVVIARE ALLA CRISI

COME COMBATTERE LA CRISI

 

         Innanzitutto, la misura del valore del deficit non dà al governo una sufficiente informazione su che tipo di politica fiscale deve intervenire per risolvere il disavanzo pubblico.

Si può dare il caso, che il governo adotti una politica fiscale restrittiva, ma il disavanzo aumenta lo stesso per altre ragioni; infatti è risaputo che il deficit non è un indice idoneo per indirizzare il governo ad una politica di risanamento.  

Per esempio, se il governo lasciasse, tasse e spesa pubblica invariate, una riduzione degli investimenti privati  ridurrebbero il reddito nazionale, ecco che senza che il governo abbia fatto nulla il deficit aumenterebbe.

Una osservazione utile sarebbe quella di controllare i tassi reali e l’inflazione.

Il deficit annuale più il disavanzo contribuisce ad aumentare il debito pubblico. La soluzione possibile per la nostra situazione, sarebbe: bloccare tutti i contratti di lavoro per 2 anni, tener fermi i salari e fare una politica fiscale restrittiva, tagliare la spesa pubblica dello stesso indice dell’imposte, così si avrebbe un doppio potenziale di introito, controllo e restrizione dei capitali che vanno all’estero, aumentare l’offerta di moneta e diminuire il tasso di interesse.

Con i prezzi più bassi ottenuti, potremmo esportare di più ed aumentare il reddito nazionale. Nell’arco di tre anni potremmo, se non vi sono fallimenti strutturali o eventi naturali disastrosi è possibile avere un miglioramento nella bilancia commerciale ed un possibile reale benessere.

 

Toglierei l’art 18 e possibilmente abolire lo Statuto dei lavoratori, d’accordo con quello che propose e poi ritirò il prof. Monti ai tempi della sua presidenza, dando più libertà con il principio che, se il datore di lavoro può licenziare senza inibizioni, un altro darà lavoro senza inibizione e quindi quella parte di investitori che si intimoriscono ad investire per i problemi che suscita la legge del lavoro con tutto il regime dei licenziamenti e obblighi di assunzione, il lavoratore troverebbe sempre lavoro.

Credo che siamo al capo linea per un aggiornamento legislativo che dia una stretta ai sindacati, poiché a torto o a ragione speculano sui lavoratori e sui datori, arricchendosi nei processi del lavoro con l’assunzione di alti privilegi e stipendi e non è tutto, spesso e molti si sono guadagnati sul consenso dei lavoratori, poltrone al governo, dimenticandosi del tutto chi sono i lavoratori. Questo è quanto penso o forse mi sbaglio.