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Genesi 22:2 E DIO disse: "Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va’ nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò". Ogni volta che leggiamo o commentiamo questi versi, ci sottopongono a una profonda commozione e una trascendentale sensazione di timore verso Dio. Senza dubbio la dura prova di Abramo rappresenta un esempio più che unico, raccapricciante all’occhio umano, ove per mostrare la propria fede a Dio gli viene comandato di sopprimere una vita umana. E’ il passo più significativo in cui Dio pretende con estrema ubbidienza qualcosa che inficia la libertà dell’uomo che Dio stesso ha dato ab antico ad Adamo. In questo contesto, Dio chiede ciò che l’uomo, anche se fedele, non avrebbe mai pensato di dare, quello di offrire il proprio figlio, frutto della sua vita a Dio. Geremia 19:5 hanno edificato gli alti luoghi a Baal per bruciare nel fuoco i loro figli in olocausto a Baal, cosa che non avevo comandato, di cui non avevo mai parlato e che non mi era mai venuta in mente. Non l’era a Dio, venuta mai in mente… Certamente ci troviamo davanti ad un mistero di cui non sappiamo dare nessuna spiegazione, se non di accettare la volontà di Dio. E’ proprio questo, che il mio animo irrequieto e il desiderio di conoscere i motivi di tale richiesta divina, che mi hanno spinto a domandare con insistenza al Signore, come mai, o Dio, che odi i Cananei, i Gebusei e quelli, come lo stesso popolo di Israele, che hanno sacrificato in olocausto i loro primogeniti a Baal, chiedi ora, ciò che ti è in estremo abominio per provare il cuore di un uomo, mentre dici in Levitico 1:9. Ma laveranno con acqua gli intestini e le gambe, e il sacerdote farà fumare ogni cosa sull’altare, come un olocausto, un sacrificio fatto col fuoco di odore soave all’Eterno. Era forse questo il modo necessario di conoscere il cuore, per te che sei l’Onnipotente, mentre tu stesso hai dato Isacco ad Abramo? Questo è quanto avrei voluto dire al Signore trasmettendoglielo tramite il mio cuore. Così il Signore mi ha suggerito, dopo un silenzio misterioso, che non sarebbe stata efficace la prova, se Dio non avrebbe toccato il midollo osseo di Abramo. Come sappiamo Dio disse, Genesi 12:1. Ora l’Eterno disse ad Abramo: "Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. Ricordiamo che nella terra dei Caldei, vi era la cultura pagana, ove Dio trasse fuori Abramo perché voleva restaurare in lui una vera fede e un amore sincero verso l’unico Dio. Non era certo per convincere Dio stesso che Dio pone ad Abramo quella terribile prova, anzi come un padre si duole quando batte il proprio figlio, Dio sentì certamente amarezza a ordinare il sacrificio di Isacco, e lo dimostra il momento culminante del sacrificio di Gesù sulla croce. Già si capisce dal modo in cui Dio parla e ordina ad Abramo il compito dell’olocausto umano che la sua voce era sommessa seria e profonda. Egli non avrebbe voluto proprio di vedere distrutto ciò che aveva promesso. Certo non è del carattere di Dio e non lo è la sua volontà agire in quel modo, ma considerando che in Abramo ancora era radicata la cultura dei Caldei, ed essa non era ancora scemata del tutto, Dio lo pone di fronte al paradosso più drastico, che fu quello di ottemperare proprio un olocausto pagano. A questo punto Abramo avrebbe potuto opporsi e arguire sul perché di quella richiesta, facendo valere il diritto di padre e chiedere il perché Dio avrebbe, senza motivo, risolto il patto della sua promessa. Abramo era un uomo saggio, ripieno della grazia di Dio, cosi, riflettendo sui privilegi avuti dal momento in cui conobbe Dio e ponderando tutti i benefici che già aveva, non fu disposto a parlare, per il solo fato che era Dio a chiederlo. Egli avrebbe eseguito alla lettera l’ordine, qualunque sarebbe stata la conseguenza, anche quella di perdere l’unico figlio, perché, in effetti, era stato Dio che glielo aveva dato. Qui Abramo raggiunge l’apice della sua fede e tocca il cuore di Dio. Il Signore non glielo fa nemmeno toccare, perché già ha formato in Abramo il vaso a suo onore. Il patriarca di tutti gli abitanti della terra, Abramo, soddisfa il volere di Dio, che all’istante gli fa trovare, a due passi dell’altare, l’agnello del sacrificio e il sorriso del figlio che con gioia lo aiuta. Un grande esempio di ubbidienza e di fede, che ci insegna come il non siamo lontani da Dio e di quanto Egli è vicino a noi. Non dobbiamo biasimare ne polemizzare la sua volontà, ma che il silenzio di Abramo sia il nostro silenzio. Il sentimento spirituale che Dio mette nel cuore ci fa comprendere quello che molti non riescono a intendere, mentre ci dona la certezza della sua realtà. L’esperienza che ebbe Abramo non fu un insegnamento che lo modellò solo per un periodo della sua vita, ma in lui Dio pose il baluardo della fede di tutti i popoli avvenire; fu una volontà di dimostrazione di fede che Dio pretese da Abramo e la pretende oggi da tutti gli uomini, accettando Dio, creatore dei cieli e della terra. giudrago
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