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IL MESSAGGIO DELL’AMORE DI DIO Periodico di Giuseppe Drago
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GENNAIO 2012
Esodo 16/7 .. e al mattino vedrete la gloria dell’Eterno, poiché egli ha udito le vostre mormorazioni contro l’Eterno; ma noi che cosa siamo perché mormoriate contro di noi?". Il popolo che legge e ascolta le Sacre Scritture ha un solo sentimento, quello di seguire l’insegnamento di Dio. Coloro che ascoltano la Parola e non la attuano, hanno due sentimenti, ove il più grave, è quello di non ubbidire. Quali, allora sono le ragioni, per cui non ubbidiscono? Una è quella di considerare il messaggio che si ascolta, impuro, perché la persona che parla non è pura. Per questo, l’uomo ha sempre ardentemente voluto sentire la voce di Dio, tale che spesso ha oltraggiato anche i profeti, perché il loro parlare non li compiaceva. Geremia 29/19 perché non hanno ascoltato le mie parole", dice l’Eterno, "che io ho mandato loro per mezzo dei miei servi, i profeti, con urgenza ed insistenza; ma voi non avete dato ascolto", dice l’Eterno. Non possiamo comandare Dio di parlarci come a noi piace. I servi siamo noi, non Lui. Nell’immenso mistero, emerge la facoltà dell’uomo di scrutare l’universo, ma nello stesso tempo il detrimento intrinseco di questa virtù non gli permette di capire ancora il rapporto mistico derivato dalla grazia che travolge l’animo e lo immette nell’idilliaco valore divino. Nulla rimarrebbe dell’esistenza generata nell’uomo, e nemmeno la morte avrebbe significato, se dell’esistenza ne scaturisse uno sconvolgimento per la vita. Essa assume tale concetto solo per la salvezza e la potenza di Dio nel trasformare le tenebre in luce. Non è con l’incredulità o la pretensione di ascoltare l’eco della viva voce divina, che si arriva a ottenere l’amore di Dio, o ancora con il resistere alle sue parole con orgoglio, che si otterrà qualcosa, ma l’intendere con un atteggiamento umile e sincero la sua Parola e attuarla, che possiamo acquisire il suo perdono. Ecco che con quest’attitudine l’uomo cresce dinanzi a Dio per mezzo del messaggio di Gesù, che si offrì per tutti quelli che han di conoscere il Creatore. Non è sviluppando la capacità intellettiva che siamo arrivati alla conoscenza di parte dell’universo, ma è la saggezza di discernere la motivazione della sua creazione che ci rende validi e quella dell’approfondimento delle Sacre Scritture, tramite la formazione che riceviamo dallo Spirito Santo, che ci sagoma santi agli occhi di Dio. Ascoltare uno come noi che parla di Dio, quindi, è una disponibilità all’evidente volontà del nostro cuore coniugato ad apprendere la parola della vita, che solo Dio trasmette ai suoi servi. Giovanni 6/45 Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno ammaestrati da Dio". Ogni uomo dunque che ha udito e imparato dal Padre, viene a me. Ora che avvertiamo che il Signore ci ammaestra, attraverso il suo servo, il nostro impegno si rinsalda al patto di fede del primiero tempo che abbiamo fatto con Dio, e il nostro credo s’irrobustisce nel sentire vibrare la soave voce dello Spirito Santo nel nostro cuore, sensibile al suo insegnamento e alla sua grazia. Beato chi è educato attraverso la Parola, tramite l’esempio di Gesù, unico e solo Salvatore. Pace e fede nel Signore.
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(Nascerà in mezzo all'oscurità la tua luce). FEBBRAIO 2012
Alcuni illuminati e tra di loro, i premi Nobel, dopo avere acquisito il riconoscimento si sentono determinati a condurre un rapporto metafisico con la scienza e la natura per trarre un funzionale beneficio per tutti gli uomini. Il raggiungimento di una scoperta è stato la causa effetto per far nascere in loro un sentimento di responsabilità, diciamo superiore in interesse agli altri. Ma nella mozione deterrente del loro intimo pensano che l’ombra non sia meno importane della luce. Ecco che si apre un ferreo dibattito tra le tenebre e la luce. Senza andare a indagare trattati di erudita eloquenza o retroattiva visione classica, diciamo, che gli scienziati, sebbene ostacolati dall’ignoto, credono di avere i mezzi per esplorare i segreti che separano la luce dall’oscurità. Matteo 5:16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli". Leggendo questi versi, notiamo che non si riferiscono a nessuna opera di scienza, né di sforzo fisico o mentale per il raggiungimento di una capacità intellettiva umana capace, di controllare il nostro stato di luce di fronte alle tenebre. Ma la luce cui si riferisce la massima (orietur in tenebris lux tua) altro non è che un’affermazione di un pensiero utilitaristico che recupera nella utopia una corrente culturale senza Dio, il modo da coinvolgere animi sinceri ad una concezione razionale della verità. Ma la vera luce che risplende in noi è da Dio perché solo da Lui viene, e in noi splende. E’ una luce incomprensibile che può essere accecante o si esprime in buone opere e si sviluppa in virtù e santità, attitudine per lodare e glorificare Iddio nel suo vero stato di sorgente di luce. L’uomo non può produrre luce perché egli è stato creato dalla luce e quindi non può creare nulla. Egli è simile a una funzione matematica che tende a zero, mentre la luce che risplende in lui, è da Dio, la quale tende all’infinito. Giovanni 12:46 Io sono venuto come luce per il mondo, affinché chiunque crede in me non resti nelle tenebre. Ascolta le Sacre Scritture e opera ciò che insegnano. Io l’ho fatto e sono sereno. La pace del Signore è in me. Fallo anche tu. Pace e fede nel Signore
Ecco la vera Luce. Oltre a proiettarsi, è venuta con Gesù a realizzare un legame eterno di amore, non solo a opporsi ma anche per salvarci dal vortice delle tenebre. Il credere in Gesù allora è come riflettere la sua luce sugli altri, è come offrire la grazia di Dio in premio per chi ci ascolta, perché nelle nostre parole ci sarà l’enfasi dell’amore e della fede, per superare e vincere e non soccombere, per tradurre il linguaggio di Dio in lingua umana, con comprensione, conforto e speranza di perdono. |